sabato 22 febbraio 2025

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Enrica Merlo

per 

MI MANCANO I FONDAMENTALI 

Venerdì 21 febbraio 2025

mercoledì 19 febbraio 2025

RACCONTI©️: 💍Il mistero della tomba di Tribuzia 💍di ENRICA MERLO

 


Foto creata da me con AI©️: Tribuzia e Tremellius

L'Archeologo si sveglia di soprassalto. L'alba deve ancora ammantare d'oro antico la città di Roma che lui conosce così bene, è inquieto, il suo corpo è in un bagno di sudore nonostante una brezza gentile ma decisa entri dalla finestra aperta e agiti gentilmente le tende.

Oggi, è il grande giorno per L'Archeologo. Dopo un ventennio passato a lavorare piu' che duramente per ambiziosi professori universitari senza scrupoli che hanno usato il suo infallibile fiuto per la terra e per ciò che di piu' prezioso può contenere, finalmente il suo nome sarà riconosciuto come quello di colui che ha fatto una straordinaria, sensazionale scoperta. E pensare - ed i suoi occhi si socchiudono in un'espressione mista  di  soddisfazione e orgoglio - che "LEI" era sempre stata lì, da secoli e secoli, sotto gli occhi di tutti, o meglio, sotto i piedi di tutti, con tutto l'immenso rispetto che Lui aveva imparato col tempo a provare per quella donna di grande forza d'animo e di enorme integrità nonostante quei tempi in cui corruzione e malagrazia pervadevano ormai la grande Capitale dell'Impero ; purtuttavia nessuno aveva mai avuto l'ardire di scavare proprio lì ed inizialmente quando il suo immancabile intuito aveva suggerito di tentare una sortita nella zona dell'arco a tre colonne presso i Fori Imperiali i suoi "superiori" si erano esibiti in una grassa, sonora e volgare risata. Eppure avrebbero dovuto intuire quegli untuosi  e boriosi individui che lui aveva il fiuto, quello assoluto, Lui, era il Mozart dell'archeologia. L'archeologo scende dal letto sfatto e umidiccio e alla finestra può godere di uno dei panorami piu' straordinari di tutto il mondo. La sua mecenate non ha badato a spese ed ha scelto per lui una delle camere piu' lussuose dell'Albergo Impero così chiamato proprio per l'affacciarsi sui Fori. Già, pensa con una punta di amarezza, ancora una volta ha dovuto piegarsi al volere di qualcuno piu' in alto di Lui: dopo le umilianti richieste negate dalla sua Università l'Archeologo decide di cercare qualcuno che finanzi il suo progetto. Grazie ad un'amicizia comune Lui conosce Anita Frescobaldi Stellati Contessa di Pratombroso anziana e ricchissima, nobile signora alla ricerca di un ultimo grandioso gioiello da aggiungere alla sua immensa e ricchissima collezione. I due si intendono immediatamente: all'Archeologo interessa la gloria della scoperta ed il suo nome a caratteri cubitali sulle piu' importanti riviste del settore, cosa che lo proietterà per sempre nell'Olimpo de'Archeologia alla nobildonna interessa..."Il Gioiello". Quando la Contessa rivela senza troppi giri di parole il suo piano all'Archeologo, un brivido freddo gli percorre la schiena ma dopotutto è un ben misero sacrificio quello che si andrà a compiere a confronto della gloriosa scoperta. L'Archeologo da sempre studia pezzo a pezzo la vita travagliata della Donna nella tomba; quella Donna che a quanto pare ha pagato a caro prezzo l'integrità morale, fisica e finanziaria della sua persona, una donna che ha perso il suo unico figlio per non aver voluto cedere le sue ricchezze e probabilmente anche se stessa a chi voleva attentare alla vita d Vitellio, ucciso poi ugualmente dai sostenitori di Vespasiano. Poco a poco l'Archeologo comincia a nutrire una vera e propria ossessione per lei che diventa una sorta di innamorata, adorata, inarrivabile: la bellissima, così si diceva, Donna Tribuzia. Dopo mesi di meticolosi scavi, ecco finalmente venire alla luce la Tomba di Tribuzia: uno scheletro le cui forme ancora possono far pensare ad un corpo snello e minuto, ad una donna estremamente affascinante ed eterea ed ecco, all'anulare sinistro "L'Anello". Uno splendido manufatto scolpito nella pietra completato da un preziosissimo cristallo che lo ricopre e che dà l'inquietante impressione che il viso del giovane figlio assassinato di Tribuzia, Tremellius, e' come sia lì, grato che qualcuno lo abbia liberato dopo quasi duemila anni di prigionia in quella tomba e che possa rivedere finalmente il cocente sole di Roma.


Foto da Google Immagini, grazie.

Da quel momento l'Archeologo non ha piu' pace ha continue visioni di Tribuzia e Tremellius: soprattutto degli occhi cerulei del ragazzo che, con una muta ma risoluta supplica, sembra chiedere giustizia per gli atroci torti subiti, prima da lui e poi dalla madre che lo ha pianto fino alla sua stessa morte. 
Teme questa giornata l'Archeologo: ci sarà tutta l'Università in pompa magna, lo sguardo porcino, invidioso dei suoi vecchi detrattori, la sicura e incontenibile Contessa di Pratombroso che, si augura vivamente non riveli nell'euforia, troppo di quello che solo lei e l'Archeologo sono a conoscenza e una sorta di sordo turbamento come se stesse tradendo in qualche modo la sua Tribuzia, come se anche lui, seppur in modo meno truculento, stesse approfittando di una donna sì forte ma che non ha scampo...nè che mai l'ebbe. Fortunatamente almeno da qualche giorno l'Archeologo ha un po' di requie: infatti la Contessa Anita Frescobaldi Stellati di Pratombroso (guai a non usare tutti i nobili epiteti della Signora) si è ritirata presso una lussuosissima spa per ritemprare corpo e anima per il grande giorno che è...oggi. All'Archeologo, uomo pratico e d'azione basterà una bella doccia e un vestito non troppo elegante, ciò che parlerà per lui sarà l'impresa compiuta non certo la pelle liscia e  un vestito firmato. 
L'aria comincia a farsi incandescente quando riesce a salire sul taxì chiamato dall'albergo, direzione Fori Imperiali. Arrivato alla Tomba si sincera con la sua fidata squadra che tutto sia a posto. Sì, dopo l'ultimo sopralluogo avvenuto alle due della notte insieme a lui "tutto tranquillo" gli viene assicurato che lui stesso, capo delle guardie e poi a turno a gruppi di tre hanno sempre tenuto d'occhio la tomba, nemmeno uno dei famosi "gatti di Roma" è stato fatto avvicinare. Ora, tranquillizzato dai suoi uomini non vede nessuno l'Archeologo sebbene intorno allo scavo si sia già assiepata una numerosa folla di giornalisti, curiosi, turisti ed autorità. Pare che quel giorno i suoi sensi siano anch'essi lì sotto insieme alla sua Tribuzia, non sente il caldo, non sente il vociare, non sente le futilità di chi tenta di prendersi una fetta di gloria per il semplice fatto di essere lì. 
Guarda il cielo straordinariamente azzurro l'Archeologo, guarda lassu' in cima alle colonne che hanno protetto per un tempo quasi interminabile Tribuzia e il suo anello e l'anima del giovane Tremellius, gli pare di scorgere un movimento, un lampo azzurro forse per colpa del caldo, forse effettivamente per quell'azzurro sensazionale visto raramente o che non ha mai avuto il tempo o il desiderio di guardare veramente, un azzurro che gli pare quello degli occhi di Tremellius nei suoi sogni tormentati. La Nobildonna ancora non si vede. Sono ormai le 14,30 e la cerimonia di apertura ufficiale della tomba doveva essere per le due, la Contessa è sempre stata molto puntuale soprattutto quando era lei a decidere. Il caldo è soffocante; il servizio di catering comincia anzitempo a distribuire senza sosta bevande rinfrescanti ed ogni tipo di conforto per la folla che comincia a rumoreggiare e ad avere qualche problema a livello pressorio. Sono ormai le 16,00 quando l'Archeologo decide, dopo numerose chiamate senza risposta alla Frescobaldi, alla sua troupe e alla spa, di dare inizio alla cerimonia. Gli uomini della squadra del'Archeologo e della Contessa si preparano a sollevare l'enorme lastra di pietra posta sopra all'entrata della tomba; arriva l'ora di aprire le pesanti porte di piombo le cui chiavi custodisce unicamente Lui, giunge il momento di disinstallare il sofisticato allarme e a scardinare l'ultima parte prima della rivelazione della scoperta del secolo: per non turbare il riposo di Tribuzia le ultime porte sono lignee, fresche e naturali. Il buio è quasi totale vengono accese delle torce a luce calda per non svegliare troppo bruscamente Tribuzia dopo duemila anni...un refolo di un profumo antico, come di un fiore estinto ed indefinibile arriva dalle profondità della tomba e accarezza dolcemente una guancia de'Archeologo come un bacio un sussurro, un saluto. Lui è sereno.




Foto dal web: L'Anello rinvenuto nei pressi della tomba di Aebutia Quarta a Roma che rappresenta il figlio Titus Carvilius Gemello. Questo splendido anello si trova ora presso Il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina. Mi sono permessa di scrivere questo racconto ispirandomi a questo anello e alla nobildonna che lo portava.

Finalmente la tomba è aperta e visibile ma ciò che si para davanti all'Archeologo e a tutti coloro che sino a quel momento aspettavano con grande curiosità e  apprensione non è esattamente quello che alcuno di loro poteva aspettarsi. Sul giaciglio di antica pietra è adagiata, riccamente vestita ed acconciata come una nobildonna romana la Contessa Anita Frescobaldi Stellati di Pratombroso serena nel suo, ormai, sonno eterno con molti preziosi ornamenti. Solo l'Archeologo sa che manca uno dei suoi ricchi gioielli, quello forse piu' prezioso, ambito, desiderato e...letale. L'anello che ritrae Tremellius il figlio di Tribuzia. L'Archeologo non prova nulla. E' tutto un vociare intorno a lui, si allontana di qualche metro e subito l'aria s fa piu' fresca, piacevole nonostante l'ora pomeridiana, come quella stessa mattina che sembra ormai lontana secoli. Si volta e dietro ad un  piccolo capitello gli pare di scorgere due figure quasi familiari: una bella donna dal viso segnato dalla sofferenza ma che gli sorride con comprensione ed un ragazzo dagli occhi cerulei che lo scruta con curiosità. All'anulare sinistro il ragazzo porta un anello con il suo ritratto, il cameo della contessa, L'Anello di Tribuzia. L'Archeologo perde coscienza di sè, adesso è tutto buio e si sente in pace.
Riapre gli occhi dopo un tempo che gli pare quasi incalcolabile con la testa sul grembo di Tribuzia e accanto Tremellius che scrive su una tavola. Lentamente il ragazzo si volta e rivolgendosi a lui: "Padre hai dormito a lungo e di gusto, ben svegliato".


FINE


Racconto soggetto a copyright©️ la riproduzione di parte del racconto dovrà essere vagliata inviando una mail a enrica.merlo@pec.it l'uso improprio verrà segnalato ai sensi di legge. Racconto scritto da Enrica Merlo.



Enrica Merlo
Per
MI MANCANO I FONDAMENTALI

Mercoledì 19 febbraio 2025

🌳LA DONNA DEGLI ALBERI🌳 di Lorenzo Marone

 


Quella Donna è una Libraia mancata vi parla oggi di:


LA DONNA DEGLI ALBERI

di

Lorenzo Marone 

Per 

Universale Economica Feltrinelli


Non c'è bisogno di scrivere quanto mi sia piaciuto basta ascoltarmi. Potete trovarlo qui in varie forme https://amzn.eu/d/h3adAn2 se lo trovate usato buon per voi.

Leggo in questi giorni anche "Tu sei il mio intero mondo" sonetti di William Shakespeare librino che potete trovare qui https://amzn.eu/d/au3ftPK

Leggete se potete.


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Potete, cari amici trovare, se vi aggrada maggiormente, la diretta della chiacchierata sulla mia pagina facebook qui ➡️ DIRETTA FACEBOOK 🌳



Con la speranza che abbiate gradito la mia chiacchierata vi saluto e vi aspetto. Al prossimo libro!!









Enrica Merlo 

per

MI MANCANO I FONDAMENTALI 


Mercoledì 19 febbraio 2025

giovedì 6 febbraio 2025

ADOTTA UNO SCRITTORE XXIII Ed. Salone Internazionale del Libro di Torino 📚


Immagine da Google

E' al via la XXIII (ventitreesima) edizione de "ADOTTA UNO SCRITTORE" iniziativa promossa Dal Salone Internazionale del Libro di Torino dove quaranta autrici ed autori interagiranno con quaranta scuole in otto regioni italiane. Un progetto estremamente stimato da tutti i livelli scolastici, a partire dalle scuole elementari per arrivare all'università, progetto sostenuto dalla "Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e della Liguria" in concerto con "Fondazione con i Sud". 

Manifestazione che chiamerà in causa ben 1006 studentesse e studenti dalle scuole di Piemonte, Liguria, Toscana, Calabria, Basilicata, Sicilia, Campania, Puglia da gennaio sino al 19 maggio quando avrà inizio la XXXVII edizione del Salone. Gli incontri avverranno direttamente in classe e gli autor* avranno carta bianca su come si svolgeranno gli incontri e le metodologie di lettura durante gli stessi. Ma chi sono questi prodi che daranno vita alla manifestazione? Saranno illustratori/ici, giornalisti/e , fumettisti/e, divulgatori/trici, scrittrici/ori, giornalisti/e, studiose/i che non solo entreranno nelle classi italiane ma anche nelle carceri.

L'edizione 2025 vedrà coinvolte esattamente: 9 scuole primarie, 11 scuole secondarie di primo grado, 9 scuole secondarie di secondo grado. Un Ospedale (cioè la sezione ospedaliera dell'Istituto Gobetti Marchesini Casale Arduino, all'interno dell'Ospedale Infantile Regina Margherita 🩵) e 8 classi presso Case di Reclusione e Case Circondariali nelle città di Ivrea, Torino, Saluzzo, Castrovillari, Secondigliano, Alessandria, Grosseto e 2 classi in un Istituto Penale Minorile ovvero l'Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti di Torino e l'Istituto Penale Minorile di Potenza. Sarà anche la seconda volta in cui parteciperà una classe di minori stranieri non accompagnati e studenti arrivati da pochissimo in Italia che non parlano ancora la nostra lingua o la parlano pochissimo, il tutto presso il CPIA 3 Tullio De Mauro di Torino. Grazie al successo della prima edizione dell'adozione residenziale ne 2024 saranno 11 gli autori e le autrici che vivranno per piu' giorni nel luogo in cui avverrà la manifestazione. 

Immagine da Shuttersock

Ed ora è giunto il momento di conoscere gli Autor*, ovvero: 

Daria Bignardi, Alice Basso, Marco Balzano, Federica Giannone, Lucia Annibali, Nadeesha Uyangoda, Matteo Saudino, Beatrice Salvioni, Michael Rocchetti (Maicol & Mirco), Andrea Valente, Matteo Bussola, Maddalena Vaglio Tanet, Raffaella Romagnolo, Laura Buffoni, Francesco Pacifico, Camilla Mancini, Carlo Greppi, Lorenzo Gasparrini, Angelo Carotenuto, Marianna Balducci, Simona Lo Iacono, Paola Barbato, Bruno Zocca, Federico Vergari, Susanna Mattiangeli, Alice Milani, Paola Zannoner, Daniele Aristarco, Fabrizio Altieri, Stefano Piri, Laura Pezzino, Sergio Badino, Morena Pedriali Errani, Antonio Ferrara, Daniela Carucci, Marco Marmeggi, Francesca Torre, Paola Zanghì, Sonia Maria Luce Possenti, Sarah Pellizzari Rabolini.

Buon lavoro a tutti dunque, a ragazzi, alunni ed autori e al prossimo succulento articolo dove, a Di piacendo, cercherò di darvi qualche interessante notizia sulla prossima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.


Grazie di cuore a Miss Paola Galletto 🩵 che tiene sempre puntualmente informatissimi giornalisti e bloggers. 









Enrica Merlo

Di

MI MANCANO I FONDAMENTALI

6 febbraio 2025

lunedì 3 febbraio 2025

LA VOCE INVISIBILE DEL VENTO di Clara Sànchez



La vostra Libraia mancata vi propone oggi:


LA VOCE INVISIBILE DEL VENTO 

di

Clara Sánchez 

Edizione Mondolibri

*

Potete trovare questo libro su Amazon qui: Kindle e copertina rigida ➡️ AMAZON 

Oppure su Il Libraccio qui ➡️ IL LIBRACCIO  oppure se lo trovate a meno, buon per voi.

*

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domenica 2 febbraio 2025

QUEI PICCOLI TRAUMI CHE...🥺



Salve a Tutti!! Ritorno dopo un tempo che quasi mi pare infinito, a scrivere sul mio blog. avevo addirittura perso il dominio talmente me ne stavo occupando.

Vi ho raccontato de miei ultimi quattro anni o qualcosa di meno? Sì? No? Non ho nemmeno il coraggio di tornare indietro e vedere cosa ho scritto. Comunque sia, quella nella foto qui sopra sono io. Mi pare impossibile che io non vi abbia detto di quella certa cosa...ed invece sono uscita un attimo dal post e ho trovato quello che cercavo, eccolo ➡️ UNA RINFRESCATA DI MEMORIA. La povera ma comunque determinata Enrica Merlo, rimasta vittima di un errore madornale da parte di una PROFESSIONISTA dei capelli che dovrebbe saper fare il proprio lavoro. Tutti a dirmi, "ma quando ti decidi a farteli crescere nuovamente?". Ebbene, dopo parrucche di tutte le fogge, (le mie amate e preferite comunque erano e sono quelle misto afro e dreadlock) eccomi quasi convinta ad usare l'espediente faux crochet o cyber dread o dread che dir si voglia pur di non mettere più mano ai miei capelli naturali, perché oltretutto, il peso dei dread farebbe crescere piu' veocemente i capelli fino a...oggi. Quando ho preso la decisione di togliere tutto. Molto impegnativo curare questo tipo di capigliatura. Innanzitutto non si possono lavare troppo spesso, meglio se solo una volta alla settimana e poi comunque sia non risultano mai completamente "a posto". Un peso incredibile sotto la doccia quando sono bagnati e un senso quasi di claustrofobia. Poi la consapevolezza che il cuoio capelluto non sia mai comletamente e giustamente nutrito e massaggiato poiché, attaccati ai capelli veri ci sono questi lunghissimi cosi e sono legati con degli elastici.

Lungi da me criticare e voler spingere a non fare questo tipo di acconciatura, per carità, pero', secondo me è necessario essere portati ed io evidentemente non lo sono. Oggi pomeriggio con grande pazienza, mia figlia si è messa di buzzo buono e ha tolto tutto. Per averli tenuti su praticamente un mese e mezzo devo dire che non e' che ci sia stata tutta questa crescita miracolosa, poi a tutti gli effetti sono rovinati, sciupati, brutti. Ho deciso dunque di tornare al mio antico amore tricotico ovvero alle parrucche, alle mie bellissime "wigs" che in inglese suona un po' piu' dolce e meno innaturale rispetto alla lingua italiana. Un trauma tale da non permettermi piu' di farmi crescere i capelli con serenità? Assai pobabile. Dovrei rivolgermi ad uno specialista per guarire? Nemmeno per sogno, ad uno/a  specalista mi rivolgerei per ben altro. Semplicemente quando indosso una delle mie wigs mi spunta il sorriso, spontaneamente e questo vorra' pur dire qualcosa no? Poi sono convinta che se continuo su questa strada e' quella giusta per ora.

La verità e' che non riuscirò mai a far tornare i miei capelli naturali a quella splendida lunghezza, ovvero fin quasi al sedere (si può dire no?😅) e guardandoli bene non hanno più quello splendore che avevano un tempo, vero anche che gli anni passano però ... quindi ho deciso di ritornare ai miei capelli alternativi che oltretutto posso cambiare di colore come e quando voglio senza dover spendere l'ira di dio o rischiare per leggerezza ed incompetenza di farmeli rovinare nuovamente o addirittura diventare calva come so esser successo a molte persone dopo un intervento drammatico dal parrucchiere. E questo e' quanto e spero di non sentirmi piu' dire da nessuno MA...ma che. I capelli sono miei e finché nessuno ci mette mano ho la certezza che se qualcosa di male accadrà loro, sara' perché l'ho voluto io. Punto e basta, credo non ne parlerò più qui sul mio blog ma mi premeva far sapere a chi abitualmente mi legge a che punto sono e scrivere qualcosa di così importante e significativo per me al mio rientro sul blog dopo tanto tempo. Mi sono tolta il famoso sassolino dalla scarpa e va bene così,  non lo pensate anche voi?

Naturalmente e' ovvio che certi brutti incidenti non accadano sempre , anzi, la maggior pate delle parrucchiere sono sicuramente professioniste preparate. Ahimè , io sono cascata male. Pace.



Ed eccomi con la mia wig preferita mentre suono la mia Màrgu, arpa celtica a undici corde. Non vi pare che io sia mica male acconciata così?

Poi, mettetela come volete, sono sempre e comunque piacevole, anche quando mi prende di rasarmi completamente...e allora stiamo ancora a fare tante storie? (modestia).


A presto e con grande affetto la vostra


ENRICA MERLO da

MI MANCANO I FONDAMENTALI


Domenica 2 febbraio 2025

domenica 9 giugno 2024

Tra gatti ci s'intende (cose da Charles Bukowski) 🐈

 

FOTO MIA: io e Lucifero❤️


"Se ti senti male,
guarda solo i gatti.
Ti sentirai meglio
perché sanno
che tutto è esattamente come è.
Non c'è niente di cui essere entusiasti.
Lo sanno e basta.
Sono salvatori.
Più gatti hai,
più a lungo vivi.
Se hai 100 gatti,
vivrai dieci volte di più che se ne hai 10.
Un giorno,
questo sarà rivelato
e la gente avrà mille gatti
e vivrà per sempre"

Charles Bukowski


Enrica Merlo
per
MI MANCANO I FONDAMENTALI 
Domenica 9 giugno 2024

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